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Sonic the Hedgehog – Retrospettiva – Parte 4

Ciao a tutti e bentornati alla retrospettiva sul nostro Sonic! Oggi parliamo di due episodi della serie poco conosciuti. Riscopriamoli insieme!

SegaSonic the Hedgehog

SEGASONIC the Hedgehog

Nell’ambito della serie, SegaSonic the Hedgehog rappresenta un caso veramente unico, poiché si tratta dell’unico titolo del franchise a essere uscito in sala giochi. Oltre a questo, si può dire che spicca tra gli altri  soprattutto per via del gameplay e del sistema di controllo.

Come al solito, prima di arrivare al punto della questione, la trama:

Lasciando per una volta da parte i suoi piani per impadronirsi degli smeraldi del caos, Il dottor Eggman decide di eliminare Sonic una volta per tutte, così, dopo averlo rapito, lo imprigiona su un’isola piena di trappole mortali. Il nostro dovrà quindi riuscire a scappare e raggiungere la torre in cui si nasconde lo scienziato per fargliela pagare mandando di nuovo all’aria i suoi piani. In questa avventura lo accompagneranno due nuovi amici: l’armadillo Mighty  e lo scoiattolo volante Ray.

SEGASONIC in game

Un Sonic Arcade… e che Arcade!      

Questa volta, dicevamo, Sonic corre in sala giochi e lo fa grazie a un cabinato da tre giocatori, che, al posto dei soliti joystick, monta delle trackball da far ruotare il più velocemente possibile col palmo delle mani per far correre i personaggi.

SEGASONIC cabinato

La grande fuga del porcospino  si svolge in prospettiva isometrica e attraversa sette macro-livelli suddivisi in diverse fasi: Sonic e i suoi compagni scappano incessantemente senza mai fermarsi (lo schermo scorre infatti inesorabilmente assieme a loro) e devono evitare ogni genere di trappole, saltare terribili strapiombi, scalare pareti e attraversare fiumi che scorrono vorticosi.

Senza tregua

Il giocatore non ha un attimo di respiro (parola del sottoscritto che ha avuto la rara occasione di farsi venire un tunnel carpale di persona!) e deve impegnarsi a fondo per mantenere il controllo dei personaggi, cosa che, grazie alla trackball, risulta allo stesso tempo divertente e frustrante per via della poca precisione della periferica. Nonostante tutto, il gioco risulta davvero godibile poiché, preso con lo spirito giusto, può diventare una sfida molto interessante e stimolante.

SEGASONIC mappa

Una vera e propria rarità

SegaSonic the Hedgehog è una piccola perla, resa ancor più preziosa da una grafica vivace e coloratissima (come da tradizione), ottime animazioni (ricordiamo che è uscito nel 1993, ben prima del “cugino” Sonic 3D Blast) e una colonna sonora molto semplice ma d’atmosfera. A proposito del comparto sonoro, possiamo anche aggiungere una chicca e dire che si tratta del primo Sonic della serie a utilizzare un doppiaggio per i personaggi.

Insomma, qui si entra nel territorio dei veri intenditori di Sonic, anche perché, pur disponibile su emulatori vari, SegaSonic the Hedgehog non è stato finora incluso in nessuna delle collezioni ufficiali dedicate al porcospino blu, per il fatto che il sistema di controllo basato sulla trackball risulta poco compatibile con i pad.

Knuckles’ Chaotix

Knuckles Chaotix main title

Proseguiamo questo excursus sui titoli “particolari” della vecchia generazione parlando di Chaotix (o Knuckles’ Chaotix), uscito nel 1995 per Sega 32X. Trovo questo gioco interessante per una serie di motivi, a cominciare dall’assenza del nostro porcospino preferito.

Team Chaotix

A fare gli onori di casa troviamo infatti Knuckles e una serie di nuovi comprimari: Espio il camaleonte, Vector il coccodrillo, Charmy l’ape e Mighty l’armadillo (che ha debuttato in SegaSonic the Hedgehog).

Chaotix per 32X

Questa squadra tutta nuova dovrà impedire al dr. Robotnik di mettere le mani sul Master Emerald che rifornisce di energia l’intera Carnival Island per evitare che lo usi per le sue macchine e i suoi robot. Il gioco comincia di fatto quando Knuckles mette piede sull’isola e libera Espio e i suoi amici, arrivati sul posto in precedenza. Una volta salvato il camaleonte, Knuckles viene legato a lui grazie a un misterioso anello che funziona come una sorta di fascia elastica: i due decidono così di partire all’avventura insieme.

Chaotix

Insieme per forza

La maggiore novità di Chaotix è proprio questo nuovo “partner system” che vede i due personaggi (e volendo due  giocatori) affrontare i livelli insieme legati dagli anelli magici in una versione evoluta del “multiplayer” già visto nei giochi precedenti (laddove, però, Tails perdeva terreno rispetto a Sonic e lo raggiungeva in volo). Il potere elastico di questa “fascia” di energia può essere sfruttato in vari modi (il più semplice dei quali è un effetto “fionda”) assieme alle abilità peculiari di ogni personaggio ( ad esempio, Espio cammina sui soffitti, Charmy può volare, Knuckles scalare le pareti)  per attraversare cinque enormi aree che cambiano a seconda del momento della giornata in cui ci si arriva senza stacchi tra un sottolivello e l’altro (il gioco parte con un’ambientazione mattutina e prosegue fino alla notturna).

Sonic Crackers

Tutto questo può sembrare davvero innovativo, ma bisogna dire che SEGA aveva nel cassetto l’idea da un po’, come dimostra la successiva scoperta di Sonic Crackers, il prototipo di un gioco mai pubblicato che aveva le stesse caratteristiche (tecnicamente si trattava di un engine test, creato per verificare l’attuabilità della nuova meccanica di gioco).

Sonic Crackers

Con me o contro di me

In genere la critica è divisa su Chaotix, che viene considerato uno di quei giochi che si amano oppure si odiano: chi lo ama, loda il tentativo di dare nuova linfa vitale alla serie grazie a qualcosa di nuovo, apprezza le dimensioni dei livelli, grafica e sonoro vivaci (come da manuale) e la sfida rappresentata dal sistema di controllo; chi lo odia, critica proprio la “fascia elastica” che costringe i due personaggi a procedere legati (con conseguenze spesso frustranti) e la parte visiva “troppo ricca e colorata” con cui si cercherebbe di nascondere la monotonia e la mancanza di “sostanza” del gioco.

Knuckles Chaotix

Comunque, una pietra miliare

Di certo, Chaotix non è adatto ai principianti ma direi che rappresenta un punto fondamentale della storia di Sonic poiché, con buona pace dei fan duri e puri, si è tentato di “complicare le cose” in modo da renderle più interessanti. È vero, la fascia elastica in certi punti risulta fastidiosa e crea una certa confusione, ma una volta presa la mano, aggiunge decisamente “pepe” a un platform in cui di solito bastava andare dritti a testa bassa per arrivare a fine livello.

Inoltre, è in questo gioco che la famiglia di Sonic inizia ad allargarsi, guadagnando dei comprimari che ritroveremo diverse volte in futuro, ad esempio in Sonic Heroes, dove il team Chaotix composto da Espio, Vector e Charmy fa il suo ritorno ufficiale. (Andrebbe detto poi che, col suo sistema a tre giocatori, Sonic Heroes eredita, in un certo qual modo, anche la meccanica di Knuckles’ Chaotix).

In definitiva, che lo si ami o lo si odi, per il sottoscritto Chaotix rimane un elemento imprescindibile per ogni collezione “seria” che riguardi la mascotte di casa Sega.

E con questo, direi che per oggi è tutto… Alla prossima!

Bonus: Sonic alla conquista del mondo dei Pokémon!

 

Traduttore, giocatore e traduttore di videogiochi.

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