Retrogaming - Collezione

Retrogaming: nostalgia del passato (Parte 1)

Viaggia con noi alla riscoperta dei grandi classici del passato: prima parte, dagli albori alla fine degli anni '80. Atari 2600, Commodore 64, Amiga 500, Apple II, Sinclair ZX Spectrum e Amstrad CPC 464: le prime console.

Quando il passato bussa di nuovo alla porta…

Quando si parla di preferenze in termini di videogiochi, spesso si discute su quale sia il titolo con la storia più accattivante, quello con la grafica migliore, quello che “è il continuo della serie che mi piace”… Già. Tuttavia, giunta la soglia della maggiore età, molti videogiocatori cominciano a ripensare ai loro primi giochi, e a darsi al retrogaming. Anche se, obiettivamente, i giochi nuovi potrebbero essere considerati nettamente superiori ai loro predecessori, questi “Matusalemme” dell’informatica sanno ancora il fatto loro.

Introduzione: Cos’è il Retrogaming

I giochi delle prime scoperte; quelli delle prime emozioni. Quelli che “questo si che era un gran gioco”. Quelli che “belli così, non ne fanno più”. Ecco, recuperare una vecchia console o rovistare tra le cose vecchie in cerca del floppy di quel vecchio gioco del 1980, è parte del retrogaming. È parte di ciò che faremo oggi.

Quindi oggi Urkin vi prenderà per mano per una breve sbirciata nel mondo del retrogaming.
O per meglio dire, alla riscoperta dei titoli che hanno fatto la storia dei videogames.
Partiremo con un accenno storico ai progenitori di quella che oggi è la videoludica.

La storia

Come si fa la Storia? Quella con la S. Maiuscola. Quella che “da domani il mondo sarà diverso”. Siamo nel 1952. Prendiamo uno dei poli universitari più ferventi dell’epoca, Cambridge. Prendiamo una tesi per un dottorato di ricerca. Il nostro uomo ha circa trent’anni e si chiama Alexander (Sandy) Douglas. Durante i suoi studi, Sandy focalizza le sue attenzioni sulle interazioni uomo-computer.  Sull’ESDAC, uno dei primi computer (a valvole) della storia dell’informatica e presente proprio a Cambridge, Douglas idea e realizza il primo videogioco della storia: “OXO”.

Il gioco in sé è banale per noi oggi, è il classico gioco del tris. Ma è la prima volta in cui si gioca contro un computer. Lo schermo? Tre oscilloscopi a fluorescenza di fosforo. Verde e nero. Altro che i monitor in 4K.
Per avere un secondo videogioco non bastano pochi giorni. Eh. No. Troppo facile. Ci vogliono circa 6 anni, un altro stato (gli USA) e un altro uomo. William Higinbotham ed il suo “Tennis for Two”. Questo gioco fa in realtà da precursore alle console e ai videogiochi elettronici, visto che fu creato a partire da un progetto di elettronica (analogica) dell’epoca. Anche perché non aveva senso, all’epoca, parlare di PC.
Questo gioco aprì le porte, circa 15 anni dopo, alla realizzazione del ben più famoso “PONG” (cominciano ad arrivare nomi familiari?).

Ma prima ce ne manca un altro: avete mai sentito parlare di “Spacewar!”? Qui abbiamo una delle migliori menti dell’epoca, anche se ormai oggi è un arzillo pensionato: Steve Russell, detto Slug. Vi rimando QUI per un piccolo approfondimento. Abbiamo il primo gioco a due giocatori della storia. Arrivano gli anni ’70 e il mondo è pronto per la rivoluzione. Non faremo retrogaming su questi giochi, ma era doveroso dare risalto agli antenati dei videogiochi moderni.

Atari – Atari 2600

Il marchio lo conoscete tutti. Il prodotto, se siete sufficientemente “vecchi”, pure.
“PONG” se non lo conoscete è solo perché non sapete che si chiama così. Oltre al famosissimo gioco del tennis, Atari portò nelle case dei primi videogiocatori una serie di titoli che sono rimasti un cult, tra i collezionisti. Per ben 14 anni, dal 1977 al 1991, Atari continuò a supportare questa piattaforma.
Si tratta di una console controllabile attraverso joystick ed i cui giochi sono caricabili attraverso l’inserimento di cartucce in uno slot nella parte superiore della console.

Tantissimi i giochi usciti, tra i quali meritano una menzione (e una partitina) Pitfall, Missile Command (chi ha Fallout 4 ne trova una piccola variante nel Pip-Boy), Q-Bert, Space Invaders, Moon Patrol, Donkey Kong (in cui compare per la prima volta nella storia Mario. Si, proprio quel Mario) e Frogger. Oltre ovviamente a Pac-Man!

Abbiamo trovato un bel video su youtube in cui un ragazzo gioca questi ed altri titoli per Atari 2600, per un totale di 75 giochi. Un po’ ci siamo commossi, e pensiamo che anche per voi non sarà da meno.
Ah! C’è anche E.T., che passò alla storia come il peggior gioco mai realizzato, anche se questa cosa è più mito che realtà. Il problema, è che ne furono create più cartucce di quanti Atari 2600 erano stati venduti (circa la metà).

Commodore 64 – Sinclair ZX Spectrum – Amstrad CPC 464 – Amiga 500 – Apple II: gli anni ’80

Chi è nato prima degli anni ’90 e ha (o ha avuto) la passione per la tecnologia conosce perfettamente questi cinque nomi.  Il C64 aveva tutte le carte in regola per sbancare il mercato e infatti fu una delle “console” da gioco principali (anche se era un personal computer a tutti gli effetti), al punto da essere ancora oggi una delle più richieste nel mercato del retrogaming: prezzo competitivo, hardware eccellente, una vasta gamma di programmi. E giochi. Tanti giochi. Così come i suoi competitors, anche se l’Amiga 500 più che un competitor è da considerare un successore del Commodore 64, poiché prodotto e commercializzato dalla stessa azienza, la Commodore Business Inc.

Vogliamo citare alcuni titoli che, se amate i videogiochi, non potete non aver mai visto (o almeno, qualche variante dovete averla vista!): Bubble Bobble, Ghosts ‘n Goblins, Maniac Mansion, WonderBoy, Arkanoid, Pac-Man, OutRun, Gauntlet, Double Dragon, Lemmings.

Ora, non tutti i titoli erano disponibili per tutte le piattaforme. Ma non perché si facessero guerra a suon di esclusive. Siamo in un periodo in cui il porting andava fatto riscrivendo da zero (o quasi) tutto il gioco, motivo per cui una casa sviluppava il gioco per la sua console di riferimento e poi vendeva a terzi la possibilità di eseguire il porting sulle altre piattaforme.

Come giocare a questi giochi, oggi?

Arrivando al succo, come si fa per giocare a questi giochi? La cosa migliore sarebbe giocarli per come sono stati pensati, recuperando una console funzionante, collegandola al televisore attraverso l’apposito cavo dell’antenna analogica e sintonizzandone manualmente il canale. Dispendioso, difficile, improbo. Ci sono collezionisti, però, che ancora possiedono e custodiscono gelosamente queste console. Oppure si può giocare con un emulatore.

Possedere un emulatore è perfettamente legale, tuttavia non è legale l’uso dei suoi programmi (reperibili online sotto forma di ROM, che sostituiscono cartucce/floppy/nastri) se non si è in possesso di una copia originale del programma stesso o se la copia in possesso non sia utilizzabile.
La prova è consentita previo cancellazione dei dati entro le 48 ore dall’ottenimento.

Emuparadise ha una vastissima collezione di emulatori, tra i quali sono ovviamente presenti quelli per le console che abbiamo citato e che citeremo nelle prossime parti. Dispone anche di giochi e programmi. Vale quindi la pena farsi un giro e provare alcuni di questi titoli.
Se per caso trovaste difficoltà nell’installarli o nello scaricarli, fatecelo sapere su Facebook, vi aiuteremo volentieri.

Nella prossima parte, parleremo invece dei primi giochi per PC e delle prime console Sega e Nintendo, mantenendo un focus anche sulle sale giochi, vere dominatrici tra la seconda metà degli anni ’80 e per tutti gli anni ’90.

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